The Fabelmans, recensione: ecco la confessione di Spielberg

Autore: Elisa Giudici ,
Recensioni
2' 50''
Copertina di The Fabelmans, recensione: ecco la confessione di Spielberg

The Fabelmans non è il più grande film realizzato da Steven Spielberg, ma il punto è che non tenta nemmeno di esserlo. L’obiettivo della pellicola è spiegare finalmente allo spettatore cosa si è nascosto per anni dietro i film di un regista che ha contribuito per decenni a costruire l’immaginario cinematografico statunitense.

Attraverso la storia del giovane Sammy, la pellicola racconta la vera infanzia e l’adolescenza di Spielberg. Un periodo della sua vita che lo ha segnato per sempre, da uomo e da artista. Negli stessi anni Spielberg infatti ha scoperto la sua passione e il suo talento per il cinema e ha visto il rapporto tra i propri genitori dissolversi. Nel film seguiamo la famiglia Fabelman trasferirsi dal New Jersey all’Arizona fino alla California. Mentre Sammy cresce e realizza i suoi primi film, è proprio il cinema a rivelargli un segreto mai davvero nascosto del rapporto tra sua madre Mitzi e il padre Burt.

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Spielberg mostra il momento più doloroso della sua storia familiare, ma lo fa alle sue condizioni. The Fabelmans infatti è esplicito nel raccontarci cosa è successo, ma al contempo non esce mai dalla ricostruzione cinematografica, che permette al regista di prendere le distanze dal dolore, di dare un senso e una logica anche ai momenti più caotici del matrimonio dei genitori. La madre e il padre sono splendidamente interpretati da Michelle Williams e Paul Dano, che incarnano due persone agli antipodi. Lei un’artista sensibile, lui uno scienziato tanto gentile quanto emozionalmente trattenuto. Ciò che rende veramente commovente e maturo The Fabelmans è come il regista racconti come i caratteri diametralmente opposti della madre e del padre lo abbiano profondamente influenzato, vedendo al contempo l’umanità di entrambi, comprendendone le azioni senza giudicarne gli errori. Se il suo alter ego nel film prova rancore ora nei confronti di uno, ora dell’altro, Spielberg è un uomo maturo, che riesce a omaggiare i genitori vedendone la verità, senza mai incolparli.

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La decisione - nettissima - è di trasformare la propria storia personale nel suo film tipo. in The Fabelmans vediamo qua e là riferimenti espliciti a episodi e momenti che poi avrebbero originato alcuni dei suoi capolavori, ma soprattutto viene reso continuamente esplicito il potere del cinema. Spielberg racconta sé stesso scoprire il potere terribile e talvolta pericoloso che un regista ha nel mettere insieme sequenze per esplicitare una verità nascosta o costruirne di differenti. Non vuole solo farci ridere o piangere, stavolta vuole farci capire che lo sta facendo e come lo fa. In questo senso va letta la geniale scena finale che chiude la pellicola. È la summa di un film che cerca di rendere esplicito il suo lavoro di narratore e regista.

La fede di Spielberg nel potere del cinema di dare un ordine e un senso alla realtà mostra però i suoi limiti: qua e là il racconto appare leggero, superficiale (nel senso letterale del termine), perché Spielberg è disposto a farci entrare nella versione cinematografica della sua vita, ma non nella sua anima vera, alludendo solo a quanti sacrifici, solitudine e dolore porti l’essere un regista e per giunta uno dei più geniali.

The Fabelmans, uno dei film più attesi dell'autunno/inverno 2022, uscirà nelle sale il 22 dicembre 2022.

 

Commento

Nospoiler.it

81

Un grande racconto personale che non mira a essere il migliore dei film possibili, ma quello più esplicito nel svelare quali sono le cose che stanno a cuore a Spielberg.

Pro

  • Michelle Williams e Paul Dano da Oscar
  • La scena finale è geniale
  • Spielberg dà una grande lezione di cinema
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